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	<title>I Racconti di Super Elisa</title>
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	<description>Solo i migliori racconti per appassionati della letteratura trasgressiva.</description>
	<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:50:35 +0000</pubDate>
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		<title>Nonostante tutto era arrivata.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla finestra aperta entrava la luce di marzo e i mandorli del viale
esibivano senza ritegno una imbarazzante, vigorosa fioritura. L&#8217;aria era ancora frizzante da far lacrimare gli occhi ma lei era arrivata, nonostante tutto, insieme alla primavera.
Assurdamente avevo sperato che quest&#8217;anno non arrivasse, ma sapevo che era inutile, puntuale come le tasse e la morte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla finestra aperta entrava la luce di marzo e i mandorli del viale<br />
esibivano senza ritegno una imbarazzante, vigorosa fioritura. L&#8217;aria era ancora frizzante da far lacrimare gli occhi ma lei era arrivata, nonostante tutto, insieme alla primavera.<br />
Assurdamente avevo sperato che quest&#8217;anno non arrivasse, ma sapevo che era inutile, puntuale come le tasse e la morte, era lì, ancora non si era fatta sentire, ma io lo sentivo dentro che era arrivata, da un momento all&#8217;altro il telefono avrebbe suonato per avvertirmi, come se ce ne fosse bisogno, io già sapevo che lei c&#8217;era.<span id="more-71"></span></p>
<p>Quasi a prendermi in giro il telefono suonò in quell&#8217;istante, fui tentata<br />
di non rispondere, solo quando sentii la segreteria telefonica partire alzai la cornetta;<br />
-Ciao Laura, come mai ci hai messo tanto a rispondere?-<br />
La sua voce era come la ricordavo, morbida come una carezza, e con la sfumatura canzonatoria che usava quando parlava con me, ho forse ero solo io che la sentivo;<br />
-Ero nell&#8217;altra stanza, ho fatto più in fretta che potevo&#8230;-<br />
Ecco, ero lì a giustificarmi con lei, eppure ogni volta che spariva ero<br />
decisa a dimenticarla;<br />
-Sei un adorabile bugiarda, eri accanto al telefono, ti aspetto al solito<br />
orario, il posto è quello dell&#8217;anno scorso, non farmi aspettare&#8230;-<br />
Non mi lascia neanche il tempo di replicare, avrei voluto dirle che poteva aspettare tutta la notte, invece mi ritrovo a sentire il tuu-tuu del telefono, era inutile che mi prendessi in giro, Sofia per me era come una droga.<br />
Accendo una sigaretta e mi metto a pensare a quando Sofia è arrivata, la scorsa primavera&#8230;.<br />
Anche quella volta i miei propositi erano di lasciarla perdere, e di<br />
evitarla, ma quando avevo aperto la porta e l&#8217;avevo vista davanti a me, la sua figura esile si stagliava sulla porta, io ero senza parole, aspettando che entrasse, mi regalò un sorriso, e tutti i miei propositi andarono in fumo, non era neanche entrata, mi aveva salutato con un bacio veloce e mi aveva dato appuntamento per la sera stessa lasciandomi un pacco, incurante che io potessi già essere impegnata, poi era sparita nel taxi che l&#8217;aspettava.<br />
Quella volta avevo impiegato poco a decidermi, mancavano un paio di ore all&#8217;appuntamento, avevo aperto il pacco che mi aveva lasciato, dentro c&#8217;era una divisa da cameriera molto striminzita, mi dovevo sentire offesa, invece appoggiai il vestito sul mio corpo per vedere se era della mia misura, e prima di pensare a quello che stavo facendo avevo iniziato a prepararmi.<br />
Dopo una veloce doccia avevo svuotato tutto il pacco, Sofia aveva pensato a tutto, oltre al vestito c&#8217;erano anche un paio di calze con reggicalze, e un paio di scarpe con un tacco sottilissimo, frugai meglio e trovai un piccolissimo slip trasparente, una crestina bianca e un collarino di seta nera, frugai ma non trovi il reggiseno.<br />
Quasi in trance indossai i vestiti che lei mi aveva portato, compreso il<br />
collarino, poi mi guardai allo specchio, mi girai da ogni lato per vedere come mi stava quel vestito, l&#8217;orlo del vestito lasciava vedere l&#8217;orlo delle calze nere, le scarpe slanciavano le mie gambe, quello che mi fece arrossire fu&#8217; la scollatura, il mio seno, una quarta abbondante, sembrava sul punto di uscire fuori, il tessuto arrivava a malapena a coprire i capezzoli, che già stavano indurendosi, per fortuna il tempo non era ancora caldo, e avrei potuto indossare il cappotto per recarmi all&#8217;appuntamento, guardai l&#8217;ora, avevo giusto il tempo di arrivare.<br />
Per tutto il tragitto avrei voluto girare la macchina e ritornare a casa,<br />
ma subito l&#8217;immagine di Sofia mi appariva davanti, e il pensiero svaniva.<br />
Arrivai al posto che mi aveva indicato, un palazzo moderno, parcheggiai e mi avviai, appena suonato il campanello non dovetti neanche parlare, sentii subito la voce di Sofia;<br />
-Entra Laura, ultimo piano-<br />
Era come se mi leggesse nel pensiero, nel tempo che impiegai per arrivare davanti alla porta il cuore aveva cominciato a battermi in petto all&#8217;impazzata, ero divisa tra timore ed eccitazione, finalmente arrivai davanti alla porta e bussai.<br />
Appena Sofia mi aprì rimasi abbagliata da lei, il suo corpo era avvolto da un vestito di seta che modellava le sue forme, le gambe fasciate in due calze nere, i capelli tirati su a lasciare scoperto il suo splendido collo, dovetti trattenermi dall&#8217;abbracciarla, il suo sorriso era radioso;<br />
-Bene Laura, vieni che ti mostro la cucina&#8230;-<br />
Solo questo, non mi disse altro, mentre entravo vidi che c&#8217;erano alcuni uomini, ma non potei vedere di più, subito eravamo in cucina;<br />
-Allora Laura, tra dieci minuti si cena, le portate sono già pronte, in<br />
frigo troverai il vino, bicchieri e posate sono in quel mobile&#8230;-, detto<br />
questo stava per uscire quando la chiamai;<br />
-Ma Sofia, ma io&#8230;-<br />
-Dopo Laura, non vorrai che la cena venga servita in ritardo?-<br />
Rimasi muta mentre lei usciva, in sua presenza ero come annullata.<br />
Iniziai a servire la cena, quando entrai con la prima portata gli sguardi di tre uomini si posarono su di me, oltre a Sofia non c&#8217;erano altre donne, la conversazione si fermò un istante quando mi chinai per porgere i piatti, un capezzolo uscì fuori dal vestito, lo sguardo sornione di Sofia mi fece capire che era l&#8217;effetto che lei aveva voluto provocare, mi sentii felice di averla appagata, iniziai a muovermi con più disinvoltura per tutta la cena, verso la fine ormai facevo di tutto per provocare la fuoriuscita &#8216;accidentale &#8216; dei capezzoli, il gioco tra me e lei mi stava facendo eccitare, ormai la cena era finita, non vedevo l&#8217;ora che congedasse i suoi ospiti per restare sola con lei;<br />
-Bene Laura, porta via i piatti, e passiamo al dessert-<br />
Tolsi velocemente i piatti dalla tavola e mi recai nuovamente in cucina, cercai nel frigo, ma non trovavo niente, dalla porta lanciai uno sguardo interrogativo a Sofia perché mi venisse in aiuto, lei mi fece un cenno per farmi avvicinare;<br />
-Bene signori, vi presento il dessert che vi avevo promesso..-<br />
Gli uomini la guardarono sorpresi, anche loro, come me, pensavano di stare con lei, ma la loro sorpresa durò poco, gli sguardi che mi rivolgevano adesso erano eccitati, Sofia si alzò e prendendomi per mano mi mise in mostra, le sue labbra sfiorarono il mio orecchio;<br />
-Su Laura, non vorrai deludere i miei ospiti&#8230;-<br />
Rimasi immobile, mentre i tre uomini si erano avvicinati a me, le loro<br />
mani iniziarono a percorrere il mio corpo, con lo sguardo cercai<br />
nuovamente Sofia, la vidi che mi guardava eccitata e mi lasciai andare.<br />
La mie mani si posarono in mezzo alle gambe dei due uomini più vicini carezzandoli, anche attraverso la stoffa potei sentire la loro erezione, una mano fece scendere la lampo del mio vestito, mentre mi veniva sfilato.<br />
Una bocca vorace prese in bocca un capezzolo succhiandomelo con forza, ebbi il tempo di sussultare che un altra bocca succhiava l&#8217;altro<br />
capezzolo, mentre le loro lingue giocavano con il mio seno, il terzo uomo mi aveva sfilato gli slip, lasciandomi nuda in mezzo a loro, adesso sentivo una mano frugarmi in mezzo alle gambe, iniziavo a bagnarmi, sapere che Sofia mi guardava mentre ero preda dei tre uomini mi faceva eccitare.<br />
Mi fecero inginocchiare in mezzo a loro e mi trovai i loro sessi duri che puntavano verso di me, ne strinsi due con le mani, iniziando a segarli, mentre il terzo occupava la mia bocca iniziando a muoversi, iniziai ad alternare quelle ate dure nella mia bocca, ne sentivo la consistenza sul palato, mentre li succhiavo con foga.<br />
Non so come, ma mi ritrovai a quattro zampe sul pavimento mentre uno degli uomini dietro di me mi penetrava con forza, gli altri due mi porgevano i loro cazzi duri da succhiare alternandosi nella mia bocca, i miei occhi cercarono Sofia, il suo sguardo eccitato e compiaciuto mi fece sciogliere in un orgasmo, gli uomini si accorsero dei fremiti del mio corpo, e la cosa li fece eccitare ancora di più, iniziarono a scoparmi con più foga.<br />
Gli uomini si alternavano dentro di me strappandomi gridolini di piacere, ma io cercavo soltanto lo sguardo di Sofia, ogni volta che lo incrociavo sentivo una fitta di piacere dentro di me, era come se mi stesse scopando lei, quei tre uomini erano solo cazzi senza volto.<br />
Urlai con forza quando uno dei tre forzò il mio buchino inculandomi con forza, ma ben presto il dolore che avevo sentito fu sostituito dal piacere strano che sentivo quando mi inculavano, poi anche gli altri vollero imitarlo, e io li accolsi tutti.<br />
Quanto tempo era passato? Mi sentivo distrutta, dalla fatica e dal<br />
piacere, quando i tre uomini se ne vennero, schizzando sul mio corpo fu come una liberazione, mi lasciai andare per terra sfinita<br />
Mentre ero per terra ansimante, vidi i tre uomini rivestirsi, e sentii<br />
Sofia congedarli;<br />
-Spero la cena sia stata di vostro gradimento-<br />
-Certamente Sofia, e spero che saremo ancora tuoi ospiti&#8230;-<br />
-Non credo vi sarà un altra cena, buonanotte-<br />
Li accompagnò alla porta, quando furono andati si avvicinò e si chinò su di me;<br />
-Felice inizio di primavera Laura-<br />
La sua bocca si posò sulla mia in un lungo bacio.</p>
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		<title>La sua sborra tutta per me</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo Clara, e lavoro ormai da quasi un anno con Massimo. E questa estate l&#8217;ho incontrato chissà per quale ragione nello stesso ed identico posto in cui abitualmente andavo in vacanza. In realtà era lì solo di passaggio, e sapendo delle mie vacanze piuttosto abitudinarie, mi venne a trovare, con mio grande piacere. 
Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Clara, e lavoro ormai da quasi un anno con Massimo. E questa estate l&#8217;ho incontrato chissà per quale ragione nello stesso ed identico posto in cui abitualmente andavo in vacanza. In realtà era lì solo di passaggio, e sapendo delle mie vacanze piuttosto abitudinarie, mi venne a trovare, con mio grande piacere. <span id="more-61"></span></p>
<p>Tra l&#8217;altro io ero sola, in verità c&#8217;erano solo degli amici, con cui mi vedevo la sera. Ma poi nient&#8217;altro. Siamo stati in spiaggia a parlare per moltissimo tempo, e spesso non mi mancava l&#8217;occasione di sfiorarmi la passera, cercando di non mostrarlo. Effettivamente la mancanza di un uomo si faceva sentire, era da un mese che non scopavo, ed era già un bel disastro per me. Ma non mi era proprio sfiorata l&#8217;idea di poter fare l&#8217;amore con Massimo. Tra l&#8217;altro era anche fidanzato. Avevo un costume color panna, di due pezzi. Invece lui aveva un pantaloncino di quelli aderenti. Decidemmo di andare a fare un giro, seguendo la riva. E man mano che andavamo avanti, ci rendemmo conto che la spiaggia era sempre più deserta. Frequentata magari solo da qualche ragazza che predeva il sole senza il pezzo di sopra del costume. A cui lui continuava a lanciare delle occhiate molto maliziose. Io me ne accorgevo e gli sorridevo. La nostra spiaggia era ormai lontana, e faceva un caldo molto forte.<br />
Arrivammo a delle barriere artificiali, che costeggiavano le mura di un vecchio porto. Ma non vi era maniera di entrarci, probabilmente c&#8217;era qualche strada stretta nascosta da qualche parte. Lui mi disse che voleva entrare ad ogni costo, voleva vedere quel porto. Ma io non nascosi la mia paura per la presenza magari di qualche cane da guardia, che a sol vedermi mi sarebbe saltato addosso mordendomi le cosce, a cui tengo più d&#8217;ogni altra cosa.<br />
- No, dai Andre, ho troppa paura. Andiamocene.<br />
Poi vedemmo una piccola stradina in un campo di grano, che sicuramente avrebbe portato dalla parte opposta del grande muro. Gli dissi ancora che avevo paura, ma lui mi rispose che mi avrebbe difesa lui da ogni cosa.<br />
- Tienimi per mano - gli strinsi la mano, la mia era molto sudata, e il contatto con la sua pelle mi fece sentire ancora di più l&#8217;esigenza di fare sesso, magari proprio con lui, in quel posto, senza mezzi termini. Ma cercai di trattenermi. Quindi decisi di seguirlo. Effettivamente arrivammo dalla parte opposta senza nessun rischio. Ed era uno spettacolo favoloso. Era un porto molto ampio, senza neanche una barca, ormai in disuso da parecchi anni. L&#8217;acqua era calma e profondissima. E c&#8217;era un silenzio molto piacevole. Tanto che decidemmo di stabilizzarci lì per un pò, a prendere un pò di sole. Andai avanti, sculettando al meglio delle mie forze, perchè consapevole che lui mi stava guardando. Ci sedemmo su dei gradini di pietra, dove per qualche attimo ci fu molto silenzio. Poi decisi che era giunta l&#8217;ora di stuzzicarlo un pò.<br />
- Che ne dici se prendiamo il sole integrale? - gli chiesi.<br />
Ma lui sembrava un pò dubbioso, probabilmente aveva vergogna di mettersi a nudo dinanzi a me. Cercai di invogliarlo, ma intanto mi slacciai il reggiseno, e poi mi sfilai le mutandine. Ma non sembrava convinto a prendere il mio esempio, tanto che infilai una mano nel suo costume e cercai di portarglielo via, ma lo trattenne con tutte le sue forze, dicendomi che si vergognava da morire.<br />
- Fai come vuoi - gli dissi. Poi divaricai le cosce e chiusi gli occhi, facendomi accarezzare dal sole. Ma era chiaro che mi stava guardando, proprio in mezzo alle gambe. Il nostri corpi per il forte calore erano molto sudati. Aprii gli occhi e vidi che Massimo mi guardava, a partire dal mio tatuaggio all&#8217;altezza del seno, fino alla mia passera, che era chiaramente bagnata. Lo guardai anche io, aveva il pene eretto, questo era chiaro. La sua forma era chiarissima sul suo costume aderente. Così continuai ad invitarlo a togliersi il costume, tanto non c&#8217;era anima viva. Poteva fare ciò che voleva, lasciandogli intendere che non mi avrebbe dato alcun fastidio.<br />
- Dai - gli dissi con dolcezza. - Ti aiuto - con le mani lo aiutai a sfilarsi il costume, e spalancai gli occhi nel vedere il suo attrezzo venire fuori, grande e dritto. Mi congratulai con lui per le sue dimensioni.<br />
- Questa è un&#8217;arma impropria - dissi scherzando. Ma ormai la mia foga sessuale era al massimo, stavo quasi per esplodere. Mi alzai e portai una mano dietro la nuca di Massimo, indirizzando le sue labbra contro la mia passera.<br />
- Leccami, ti prego. Sono troppo arrapata - gli dissi. Senza farselo ripetere nuovamente, mi infilò la lingua dentro, i miei umori e la sua saliva si mischiarono. Mandai il bacino in avanti e la pancia indietro. La sua lingua mi piaceva da impazzire, era quello il mio uomo ideale, se non fosse stato fidanzato. Le sue mani salirono fino alle mie natiche, palpandomele dolcemente. La sua lingua contro il mio clitoride mi faceva emettere dei mugolii di piacere, e con le mani gli tenevo stretto i capelli, spingendolo ancora di più verso di me. Chiusi gli occhi per qualche attimo, prima di lasciarlo andare. Feci qualche passo indietro, avevo il fiatone, ci guardammo negli occhi, Massimo si pulì le labbra con il polso, si alzò. Gli sorrisi, senza nessuna parola da potergli dire, ero rimasta incantata dal lavoro della sua lingua. Adesso però toccava a me, mi inginocchiai, mi afferrò per i capelli e mi posizionò il cazzo dinanzi agli occhi. Mi schiaffeggiò con il suo arnese duro, poi lo presi con una mano e lo portai alle labbra. Iniziai a leccarlo lungo tutta l&#8217;asta, ci voleva un pò per giungere alla cima. Lentamente e pazientemente. Sulla cima del pene lo baciavo, poi aprii la bocca e lo feci scivolare dentro, stando attenta a non farlo male con i denti. Circondai l&#8217;anello del glande con le labbra. Il movimento della bocca seguiva il movimento della mano durante la masturbazione. Lo guardai in viso, i suoi occhi mi facevano impazzire. Durante la fellatio sentii le pulsazioni del suo glande, stava sicuramente per sborrare, quindi mi fermai.<br />
- Voglio il tuo cazzo dentro, adesso - gli dissi. Quindi lo presi per mano e lo portai verso il faro, dove era sicurissimo che nessuno ci avrebbe visti. Arrivammo dietro al faro, e mi misi di spalle. Subito Massimo tenendomi per una coscia mi penetrò con il cazzo. Io stavo con le cosce più aperte possibile, affinchè mi penetrasse a fondo. Notai che qualcuno ci stava guardando, ma molto probabilmente Massimo non se n&#8217;era accorto. Erano due pescatori, che si stavano gustando lo spettacolo. La cosa mi eccitò a tal punto che aumentai la mia foga sessuale, gli urlavo di spingere e altre cose volgari.<br />
- Scopami, non fermarti. Voglio la tua sborra.<br />
Dopo un pò decise di cambiare buco, sentii la punta del suo cazzo che cercava il mio ano, e lentamente mi entrò dentro. Continuavo a guardare con piacere i due pescatori che ci guardavano. Il mio culo non era più vergine da tempo, ma questa volta provai un pò di dolore. Entrava lentamente ed io sentivo il mio piccolo buchetto dilatarsi, fino a quando riuscì ad accogliere all’interno quell&#8217;arnese caldo. Le ginocchia mi tremavano dall&#8217;eccitazione. Sentii il culo pieno; era entrato. Ma il lavoro non era certo finito, infatti adesso Massimo stava iniziando ad incularmi in modo sempre più forte, per penetrarmi del tutto. Non ero mai stata penetrata nel culo con troppi riguardi, tutti gli altri uomini a cui avevo concesso il mio culetto non mi avevano dato neanche il tempo di gustarmi la dilatazione. Massimo invece era controllato, deciso. Iniziò a muoversi piano facendolo uscire per poi nuovamente spingerlo dentro. Ansimai di dolore, quale in realtà non era. Ma sapevo che essendoci spettatori lì a guardarci, c&#8217;era anche bisogno di un pò di scena.<br />
- è durissimo! - esclamai. Poi mi abbassai a novanta gradi, per permettergli di penetrarmi meglio. Toccai la terra con le mani. Il suo pene si irrigidì ancora di più, pulsando, uscì dal mio culo e mi disse di inginocchiarmi.<br />
- Succhiamelo, voglio sborrarti in faccia.<br />
Sentii che stava per raggiungere l&#8217;orgasmo, con la punta della lingua toccai il palato e posizionai il glande sotto la lingua, in questo modo avrei evitato di avere un getto diretto in gola. Il primo schizzo mi colpì, poi lo lasciai uscire dalle labbra, e gli altri schizzi mi finirono sulla faccia. Lo continuai a masturbare, poi mi alzai e tenendo il suo pene nella mano mi avvicinai alle sue labbra per baciarlo, quando sentimmo un applauso di quei due pescatori che ci avevano guardato tutto il tempo. Volgemmo lo sguardo verso di loro e sorridemmo, poi finalmente ci baciammo, con ardente desiderio di amore. Lo presi per mano, e andammo a raccogliere i nostri costumi, prima di andar via.</p>
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		<title>L&#8217; amica di mia madre</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Spinti]]></category>

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		<description><![CDATA[B. è amica di mia madre da parecchi anni, da quando,prima di trasferirci nella nuova casa, eravamo vicini di casa, è più giovane di mia madre di un paio d’anni, è un po’ robusta, ha una quarta di seno, un culo bello grosso e un’aria da maestrina rompiballe incredibile. 
Quando eravamo vicini di casa, io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>B. è amica di mia madre da parecchi anni, da quando,prima di trasferirci nella nuova casa, eravamo vicini di casa, è più giovane di mia madre di un paio d’anni, è un po’ robusta, ha una quarta di seno, un culo bello grosso e un’aria da maestrina rompiballe incredibile. <span id="more-19"></span></p>
<p>Quando eravamo vicini di casa, io ero amico dei figli, e con uno di loro andavamo spesso a giocare a pallone insieme, non badando, allora, alle grazie della madre che, specialmente in estate, venivano messe in mostra da abbondanti camicioni, che somigliavano più a delle camicie da notte, e da abiti lunghi con generosissime scollature e spacchi che mostravano molto delle sue grandi tettone e delle sue belle cosce.</p>
<p>Proprio per via di uno di questi abiti, cominciai a guardare B. con occhi diversi, direi allupati.</p>
<p>Erano passati tre o quattro anni da quando ci eravamo trasferiti nella nuova casa, era estate, e B. e altre due amiche di mia madre vennero a trovarla, un dopocena, per parlare del più e del meno. Si sistemarono vicino all’ingresso sotto la veranda, io non mi accorsi che erano lì, finché non andai in bagno, che, attraverso una portafinestra, porta alla veranda semichiusa e al terrazzo. Sentii del vociferare e, curioso, mi avvicinai piano alla finestra scorrevole della veranda, la feci scorrere lentamente e mi affacciai fino a sporgermi e a vedere una scena fantastica : una delle amiche di mia madre aveva una gonna che, da come si era sistemata sulla sedia, era diventata più una microgonna, aveva una camicia semi trasparente che, aguzzando la vista, lasciava intravedere due capezzoli belli grossi; l’altra, non era vestita in modo troppo appariscente, ma guardando bene, aveva una mano che impercettibilmente faceva un movimento lento, ma inequivocabile, andando a massaggiarsi la figa da sopra la stoffa dei pantaloni;B. si era allungata su una sedia, mostrando ampiamente le cosce, e, dall’alto, dalla sua scollatura, si vedevano le tette fin quasi ai capezzoli.</p>
<p>Non capivo come mai quello sfregar la mano sulla figa, perciò mi sporsi un pò di più, mi concentrai per ascoltare cosa si stessero dicendo, e mi stupii nel sentire B. raccontare alle amiche come il marito non la scopasse più da parecchio tempo, costringendola ad una astinenza da uccello mal sopportata. Tra quella vista e le cose che sentivo, il mio cazzo non voleva più stare nei miei pantaloncini, figuriamoci nelle mutande, allora decisi, anche se a malincuore, di spostarmi da lì e rientrare in bagno per spararmi un gran segone pensando a quel figone di B. Ero a buon punto con il su e giù, quando si spalancò la porta del bagno (mi ero dimenticato di chiudere a chiave), entrò B. che, non appena vide cosa stavo facendo, si bloccò sull’uscio, mi chiese scusa per essere entrata così senza bussare e indietreggiò richiudendo la porta. Io, dapprima rimasi scioccato per essere stato scoperto in quelle condizioni, ma poi mi sorprese ancor di più il fatto che il mio cazzo non accennò ad un minimo ammosciamento, ma bensì si indurì come il marmo costringendomi a riprendere da dove avevo interrotto. Stavo per sborrare, quando all’improvviso sentii un rumore provenire da dietro la porta e, subito dopo, la stessa che si spalancava, facendo ruzzolare a terra B. che aveva una mano sul capezzolo del seno sinistro, mentre dell’altra mano si vedevano solo due dita fuori dalla sua figa. Quella scena fu troppo per il mio cazzo che, eruttando un mare di sborra, andò ad imbrattare la faccia e le tette di B. che subito la raccolse con le mani e se la portò in bocca gustandosela tutta. Vederla così troia fece drizzare il mio cazzo in men che non si dica, mi avvicinai a lei, le puntai la bocca e glielo infilai fino in gola cominciando un movimento di avanti e indietro che ci eccitò tutti e due.</p>
<p>Dopo dieci minuti di un strepitoso bocchino, la spogliai completamente, la spinsi faccia al muro e mi abbassai a leccarle, alternativamente, il culo e la figa, andando a mordicchiarle il clitoride mentre con le mani le strizzavo le bocce e pizzicavo i capezzoli strappandole dei lunghi gemiti di goduria. Mi rialzai e le strusciai la cappella tra le grandi labbra, infilandogli lentamente tutto il cazzo fino in fondo alla sua gran figa e aumentando il ritmo fino a farla venire con un lungo gemito. Tolsi il cazzo dalla sua figa e lo puntai deciso al suo culo, inizialmente faceva resistenza temendo di provare troppo dolore, poi, man mano che la cappella si faceva strada, la preoccupazione lasciava strada all’eccitazione, e, tra i suoi sospiri, le infilai la cappella e rimasi fermo per farle abituare il buco del culo all’intrusione, poi, all’improvviso, glielo infilai tutto fino alle palle, facendole provare molto dolore che si trasformò ben presto in folle goduria. Pompavo come un matto dentro quel culo schiacciandole le tettone contro il muro finché non venimmo contemporaneamente, lei, sulla mia mano che le stuzzicava il clitoride, io, tutto dentro il suo culo ormai sfondato. Lei, ripresasi dall’orgasmo, si girò e mi stuzzicò la punta del cazzo con i capezzoli e vista la risposta affermativa del mio batacchio, me lo strinse tra le tette facendomi una spagnola da infarto, mentre il mio cazzo tornava indietro, lei si trastullava con le mie palle, quando il mio cazzo avanzava tra quelle montagne di carne, lei ne inghiottiva la punta succhiandola e leccandola tutta finché non sborrai per l’ennesima volta impiastricciandole, con i primi schizzi, le tette e facendole ingoiare tutto il resto della sborra. Ci rivestimmo in fretta, ci scambiammo un bacio infuocato e riscese dalle amiche dicendo che era stata poco bene, ma che ora si sentiva al settimo cielo.</p>
<p>Da quel giorno vado più spesso a trovare i vecchi vicini, ma non gioco più a pallone con il figlio, bensì è lei che gioca con il mio palo di carne, e, prima o poi, ci farò giocare anche la figlia che è veramente bona.</p>
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		<title>Al Cinema&#8230; in tre!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Spinti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinema&#8230; quale altro luogo consente una così ampia varietà di fantasie. Innanzi tutto, un’avventura al cinema (rigorosamente a luci rosse) non è così impossibile come altre. Poi lo schermo proietta immagini che già di suo riescono ad eccitare e, male che vada, ti puoi sempre consolare con una bella sega nella semioscurità. Infine, l’aspetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cinema&#8230; quale altro luogo consente una così ampia varietà di fantasie. Innanzi tutto, un’avventura al cinema (rigorosamente a luci rosse) non è così impossibile come altre. Poi lo schermo proietta immagini che già di suo riescono ad eccitare e, male che vada, ti puoi sempre consolare con una bella sega nella semioscurità. Infine, l’aspetto più eccitante è che puoi dare libero sfogo al tuo esibizionismo facendo del sesso in sala (da solo o con altri) senza la preoccupazione di fare qualcosa d’illegale. Tutte queste componenti contribuiscono a farmi considerare un’avventura al cinema una delle situazioni più eccitanti in assoluto. Ho vissuto questa fantasia nella mia mente così tante volte che ne posso parlare come fosse realmente accaduta. <span id="more-14"></span></p>
<p>Quel pomeriggio mi ero preso un giorno di ferie e, dopo il meritato riposo, avevo passato le prime ore del pomeriggio collegato ad internet alla ricerca di situazioni stimolanti. La rete, come si sa, offre svariate opportunità per chi è alla ricerca di godimento e così dopo aver trascorso un’oretta in chat sentivo la necessità di provare un’esperienza vera. Mi decisi perciò a tentare la fortuna in un cinema a luci rosse della mia città. Durante il tragitto ero particolarmente eccitato e immaginavo ciò che sarebbe potuto accadere. Poi ritornavo alla realtà sapendo benissimo che il massimo che potevo ottenere sarebbe stato un pompino da qualche ragazzo del locale. Infatti, quando la voglia è tanta, non disdegno neppure un semplice rapporto bisex che, tutto sommato, può essere appagante.</p>
<p>Parcheggiai poco distante dal cinema e attesi fuori mentre fumavo una sigaretta nella speranza di vedere entrare qualche coppia. Dopo un po’ desistei e mi decisi ad entrare. La cassiera era una signora sui 50 anni, per nulla attraente anche se l’abbigliamento e il clima del locale la potevano far sembrare anche appetibile. “Un intero” dissi e mentre pagavo vidi lo sguardo della signora che sembrava dire “vai e divertiti”.</p>
<p>Entrai nella sala che il film era già iniziato ma data la scarsità della trama del genere non era poi tanto grave. Nella semioscurità si potevano intravedere poche persone sparse qua e là, alcune sole, altre a coppie o gruppi e altre che lasciavano chiaramente intendere cosa stavano facendo, in qualsiasi caso nessuna donna. Mi accomodai nelle file dietro, abbastanza defilato, con l’intenzione di consolarmi guardando il film ed eventualmente masturbarmi. Il film trattava di una coppia sempre alla ricerca di nuove emozioni, talvolta con altre coppie, a volte con trans e altre volte con del puro esibizionismo che si concludeva sempre con una scopata con il voyeur di turno. Era abbastanza eccitante ma speravo ancora nell’avventura. Ogni tanto mi guardavo attorno cercando di capire cosa succedeva nei paraggi e per vedere se la clientela fosse cambiata. Ad un tratto vidi un fascio di luce provocato dall’apertura della tenda d’entrata dietro di me. Entrò una coppia, a prima vista sui 40 anni. Lui un signore sportivo e lei sobria, per nulla appariscente anche se, la maglia aderente, la gonna sotto al ginocchio con spacco e un po’ di tacco la rendevano alquanto interessante. I due si accomodarono nella mia stessa fila a distanza di 4 o 5 poltrone.</p>
<p>Ciò fu sufficiente per distogliere completamente la mia attenzione dal film e per dedicarla ai nuovi vicini. Le mie occhiate furtive, infatti, non passarono inosservate e dopo un po’ furono ricambiate dai due. Nel frattempo la mano di lui iniziava a percorrere lo spacco della gonna di lei lasciando intravedere un bella coscia fasciata da una calza nera, probabilmente autoreggente. Nel far questo mi fissavano e la cosa iniziava a fare il suo effetto provocandomi un erezione.</p>
<p>Gli altri spettatori, nel frattempo, non si erano ancora accorti della presenza della coppia e questo favoriva un mio possibile approccio. Probabilmente anche loro se ne dovevano essere accorti dato che l’esibizione si stava facendo più audace. Infatti, ora le mani di lui passavano velocemente dalla sua coscia, ormai completamente scoperta, al suo seno per poi infilarsi sotto la gonna o sotto la maglia provocando contorsioni di lei. Lo spettacolo mi aveva eccitato oltre misura e per questo estrassi il mio cazzo già durissimo e gocciolante ed iniziai a masturbarmi lentamente rivolto verso di loro. Ciò diede l’impulso anche ai due per spingersi più in là dei semplici palpeggiamenti.<br />
Ormai la gonna di lei era completamente sollevata così come la sua maglia e le sue tettte, non coperte da reggiseno, facevano mostra di sé. Lei fece uscire il cazzo del suo uomo e dal movimento della mano capii che lo stava masturbando. Non potevo resistere di più, mi alzai e mi avvicinai a loro mettendo in bella mostra il mio cazzo turgido. Quando gli fui vicino feci per sedermi i due si separarono lasciandomi libero il sedile di mezzo. Colsi chiaramente il messaggio e mi accomodai tra loro ma lei rese tutto più esplicito dicendomi “se vuoi divertirti devi far godere tutti e due”. Lì per lì rimasi un po’ stordito dato che non avevo mai avuto una vera relazione con una coppia in cui io fossi al servizio dei due. Ero però così eccitato che sarei stato disposto a tutto. Così iniziai a baciare lei che prontamente mise la sua mano sul mio cazzo. A sinistra lui prese la mia mano e la posò sul suo cazzo. Rimasi sconcertato e ciò che sentivo al tatto era un membro di notevoli dimensioni duro e umido. Non potei far altro che iniziargli una sega mentre la mia mano s’infilava nella fica umida di lei. Le mie dita s’insinuavano in lei che aumentava il movimento della sua mano e per riflesso incondizionato feci altrettanto con il cazzo di lui che, nel frattempo, iniziava ad ansimare. A quel punto lui si alzò e mi avvicinò il cazzo al viso lasciandomi capire che voleva essere spompinato. Ancora una volta rimasi sconcertato e non sapevo che fare. Eliminò i miei timori lei che s’inginocchiò davanti a me iniziandomi un delizioso pompino condotto ad arte. Fu sufficiente perché io prendessi coraggio ed iniziassi a succhiare avidamente il suo cazzo che tutto sommato non mi dispiaceva. Tra l’altro le dimensioni erano quelle che avevo inteso precedentemente al contatto della mano, Un’asta di circa 20 cm che riusciva a riempirmi la bocca. Lui preso dall’eccitazione sussurrò a lei “girati e fatti scopare”. Detto questo lei si voltò e si sedette sul mio cazzo reso viscido dalla sua saliva ed iniziò a pompare. Intanto io continuavo a succhiare lui e probabilmente con sapienza poiché lo sentivo contrarsi ed agitarsi. Lei iniziò ad aumentare il ritmo e probabilmente era vicina all’orgasmo. Le mie mani erano sulle sue tette e lei di tanto in tanto si lasciava cadere su di me. Ormai stavo per venire ma prima di me venne lei che iniziò a dimenarsi su di me gemendo. La vista di lei che godeva provocò un effetto dirompente su noi due. Mentre stavo per riempirla vidi lo stomaco di lui contrarsi e sentii il suo cazzo in bocca che si stava gonfiando. Stavo per togliermi ma lui mi trattenne la testa e nel momento in cui venni, con lei posata sopra di me, lui m’inondò la bocca con un getto caldo di sperma seguito da una serie interminabile di fiotti. In pochi secondi n’ebbi la bocca piena e lei, girandosi, si prodigò a svuotarmela con un lungo bacio. Ci passavamo lo sperma di bocca in bocca mentre lui infilava il suo cazzo tra noi due facendosi ripulire. Eravamo ormai sazi e iniziammo a sistemarci. Lei si ricompose e si asciugò il mio sperma che le colava dalla fica. Dopo un po’ mi salutarono e lei mi baciò affettuosamente sulla guancia. Io ero frastornato e spossato dal feroce orgasmo e sentivo ancora il gusto di lui. Mi guardai attorno e vidi che la nostra esibizione probabilmente non era passata inosservata. Pazienza. Mi sistemai e lentamente uscii dal cinema. L’aria del pomeriggio e una sigaretta mi fecero tornare alla realtà ed iniziavo a rendermi conto di cosa avevo vissuto. Avevo avuto un cazzo in bocca e me n’ero saziato mentre mi scopavo una donna sotto gli occhi di tutti. Non so se mi ricapiterà e sinceramente, così su due piedi, non sono attratto da altre esperienza bisex in cui io sia il passivo, però so per certo che, se mi dovessi ritrovare in una situazione simile, difficilmente riuscirei a dire di no.</p>
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		<title>Due labbra</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 10:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[porno]]></category>

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		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanco, ecco come mi sento.
Stanco e stufo, non vedo l&#8217;ora che anche questa giornata finisca per potermi coricare.
Si avvicinano le feste, ed in queste terre per quelli come me le feste sono solo occasioni di mal di testa, lavoro in più e nulla di buono.
Tutte le persone che sono arrivate in città non sembrano avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stanco, ecco come mi sento.<br />
Stanco e stufo, non vedo l&#8217;ora che anche questa giornata finisca per potermi coricare.<br />
Si avvicinano le feste, ed in queste terre per quelli come me le feste sono solo occasioni di mal di testa, lavoro in più e nulla di buono.<br />
Tutte le persone che sono arrivate in città non sembrano avere altra volontà che cercare lite, rubare o scatenare risse.<br />
I miei soldati pattugliano in continuazione le strade polverose, ma ciò serve solo a far spostare i tumulti in altre zone di questo luogo assurdo, come assurda adesso mi sembra l&#8217;idea di gestire il potere e la gloria di Roma in questi covi di barbari.<span id="more-3"></span></p>
<p>Da ore non faccio altro che giudicare uomini che si stanno rendendo colpevoli un po&#8217; di tutto, liberare quelli più stupidi perché le carceri sono lì per esplodere, e diventano un posto ancora più pericoloso delle strade e delle taverne.<br />
Stufo, stufo, stufo.<br />
Darei qualsiasi cosa per una buona coppa di vino gelido, che neanche il mio potere quasi assoluto sembra riuscire a procurarmi.<br />
Le due guardie sono immobili ai lati della porta, anche se la luce delle torce si riflette sulla loro pelle sudata.<br />
Soffrono, sotto il pettorale metallico lavorato a sbalzo, con la tunica zuppa, ed il pesante elmo a coprire la loro testa.<br />
Si stanno agitando, il cuoio ed il metallo che li coprono fanno rumore sfregando.<br />
Sento le lance muoversi, le vedo piegarsi ad occupare l&#8217;uscio sorrette dalle braccia muscolose, scurite dal sole implacabile di questi posti.<br />
Il centurione entra e saluta, portandosi il pugno al petto. Claudio, con me da tanto di quel tempo che non riesco quasi a ricordare.<br />
&#8220;Ave&#8230;&#8221; un colpo di tosse, è imbarazzato. &#8220;C&#8217;è&#8230; lei.&#8221;<br />
Lei.<br />
Maddalena.<br />
&#8220;Che passi&#8221;<br />
Sento che la mia voce non riesce a non tradire l&#8217;eccitazione del momento.<br />
Claudio indietreggia, lo vedo fare un cenno col capo e le lance si aprono. E poi lei.<br />
Il centurione saluta, tirandosi alle spalle le tende.<br />
Maddalena avanza verso di me alla luce delle torcie, la sera è calata veloce.<br />
Il peplo di stoffa leggera e trasparente ondeggia intorno al suo corpo, svelandone le curve ad ogni passo. L&#8217;incedere è sinuoso, è sicura di sé.<br />
&#8220;Vostra schiava, mio Signore&#8230;&#8221;</p>
<p>Ancora una volta quella voce ha il potere di rendere il mondo intorno inesistente, come ascoltato attraverso un muro d&#8217;acqua.<br />
&#8220;Vieni, Maddalena. Ti aspettavo.&#8221;<br />
E&#8217; la mia voce, quella che sento, ma non la riconosco. Questa donna ha il potere di rapirmi, di annullarmi.<br />
&#8220;Lo so, mio Signore. Anch&#8217;io ho atteso tanto questo momento&#8230;&#8221;<br />
Avanza, e con un gesto elegante apre la spilla l&#8217;oro che tiene uniti i lembi del vestito sulla sua spalla.<br />
Il frusciare della stoffa che si posa ai suoi piedi, come a riverirne la bellezza, riempie la sala.<br />
Lei scavalca il fardello inutile con un passo che sembra danza, la pelle della gamba lucida di olii ed essenze brilla alla luce delle torce.<br />
Ora è a un passo da me, ne sento forte l&#8217;odore del sesso, quell&#8217;odore che conosco perfettamente.<br />
So che è bagnata, come so che non lo è per me. Si è toccata a lungo, prima di entrare.<br />
Non è qui per me, ma per il potere che rappresento. Ma non mi importa, quello che voglio è lei.<br />
E se il mio potere è il mezzo per arrivare a lei, ben venga.<br />
E&#8217; ferma, allunga una mano e mi sfiora.<br />
Sotto la tunica sono pronto, teso, gonfio.<br />
Sorride, e poi si porta un dito tra le gambe, lo intinge in lei e se lo passa lentamente sulle labbra.<br />
Ora sono lucide, gonfie, odorano di lei.<br />
Immaginarle intorno a me mi fa avere un fremito che la fa sorridere.<br />
Le sue labbra&#8230; potrei fare pazzie per loro.<br />
Claudio si annuncia con colpo di tosse, discreto come sempre. E&#8217; fermo appena dietro le tende socchiuse, attende solo un cenno.<br />
Lo faccio entrare, ignorando la nudità della donna, come per castigarla, punirla per il potere che esercita su di me.<br />
Claudio ne osserva le natiche perfette, lei è a suo agio come se fosse sola in casa sua. Le piace questa sfida, in questo momento sa di avere un potere più forte di quello di Roma.<br />
&#8220;Hanno riportato il prigioniero, Signore. Non sappiamo più cosa farne&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Vai, mio signore&#8230; il tuo dovere ti chiama&#8230;&#8221; la sua voce è ironica.<br />
Esco sul balcone, Claudio mi segue.<br />
Il prigioniero è li, fermo, coperto di sangue, sotto di noi la folla rumoreggia.<br />
Non so perché ma quest&#8217;uomo mi incute rispetto, forse perché sento l&#8217;odio assurdo che lo perseguita, forse perché in qualche modo mi colpisce l&#8217;aria di innocenza che la sua figura mi trasmette.<br />
Cerco di placare la folla, la voglia di liberarlo è forte.<br />
Lo guardo ancora una volta, i miei occhi si posano sulle sue labbra. Sono gonfie dalle botte, spaccate in più punti, grumidi sangue rappreso ne storpiano le forme.<br />
In un attimo ripenso alle labbra di Maddalena, che mi attendono dietro la tenda.<br />
Sono stanco.<br />
&#8220;Claudio, portate quest&#8217;uomo dalla giustizia locale, per Roma non c&#8217;è più nulla da fare. &#8221;<br />
Mi volto senza guardarlo più, l&#8217;unico pensiero sono Maddalena e le sua labbra.<br />
Labbra da perderci la testa. Per un momento mi sfiora l&#8217;idea che per una donna così ci si possa dannare per l&#8217;eternità.<br />
Scosto le tende e la vedo, già sdraiata, le labbra socchiuse.<br />
Mi chiudo la tenda dietro le spalle, Claudio sta portando via il Nazzareno.<br />
Maddalena mi saluta, mentre la mia tunica segue la toga per terra.<br />
&#8220;Vieni, Pilato&#8230; vieni da me.&#8221;</p>
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